martedì 11 dicembre 2012


La scelta della mascotte per i prossimi Mondiali di ciclismo che si terranno in Toscana nel  Settembre 2013 è così marcatamente improvvida da risultare geniale: Pinocchio di Collodi (al secolo Carlo Lorenzini).
Se dico Pinocchio dico bugia, menzogna, naso che si allunga come evidenza fisica della negazione della verità. Una roba un po’ moralista e demodè se vogliamo ma dall’innegabile valore simbolico … in tutto il mondo.
E mi dispiace per il povero Dario Nardella (al secolo il vicesindaco) quando si affretta ad imbracciar penna e carta per smentire il  Telegraph  che ironizza sulla scelta (impossibile  dar torto allo humor di britannica fattura persino quando troppo scontato come nella triste circostanza).
Dario afferma che :Mi dispiace che si consideri Pinocchio una figura così negativa, associata alla menzogna e dunque legata al doping, problema che affligge purtroppo da troppi anni il mondo del ciclismo.”
In effetti, a dire il vero, ho sempre associato Pinocchio ad altri concetti: il legno, il mestiere di falegname, il mondo del circo, il riscatto morale, il disagio psicologico di un bambino con un confuso approccio al mondo animale (gatti, grilli, volpi, balene …), l’apparizione protoerotica con vaghe sfumature edipiche di una splendida donna vestita di un incerto blu.
Solo il Telegraph poteva strutturare l’assurda equazione :
Pinocchio : Menzogna = Ciclismo : Doping.
Se sostituiamo a Menzogna l’incognita z allora otterremo :
(Pinocchio x Doping)/Ciclismo = Menzogna
E via via possiamo divertirci come ci pare, posto che al netto di qualsiasi arrampicata sugli specchi il dato è che Pinocchio, Menzogna e Doping sono in un tale rapporto di contiguità semantica da sfiorare il sinonimico.
Sinonimici  soprattutto dopo la caduta degli Dei, uno su tutti, l’eroe per antonomasia : Lance Amstrong (al secolo Il Texano). Lance vince sette Tour De France consecutivi, sconfigge la morte sotto fetide spoglie di cancro ai testicoli, si riproduce cinque volte, e soprattutto mette profittevolmente  in opera il più sofisticato programma di doping mai realizzato nella storia. Uno fra tanti … troppi fino ad ora.
Quale miglior mascotte che Pinocchio dunque? Io avrei scelto Mangiafuoco. Meno telegenico, ne sono consapevole con quella barbaccia nera come uno scarabocchio di inchiostro . Ma capace di commuoversi all’occorrenza e persino di regalare al povero Pinocchio cinque zecchini d’oro e di speranza…