La scelta
della mascotte per i prossimi Mondiali di ciclismo che si terranno in Toscana
nel Settembre 2013 è così marcatamente
improvvida da risultare geniale: Pinocchio di Collodi (al secolo Carlo
Lorenzini).
Se dico
Pinocchio dico bugia, menzogna, naso che si allunga come evidenza fisica della
negazione della verità. Una roba un po’ moralista e demodè se vogliamo ma
dall’innegabile valore simbolico … in tutto il mondo.
E mi
dispiace per il povero Dario Nardella (al secolo il vicesindaco) quando si
affretta ad imbracciar penna e carta per smentire il Telegraph
che ironizza sulla scelta (impossibile
dar torto allo humor di britannica fattura persino quando troppo
scontato come nella triste circostanza).
Dario afferma
che : “Mi dispiace che si consideri Pinocchio una figura così negativa,
associata alla menzogna e dunque legata al doping, problema che affligge
purtroppo da troppi anni il mondo del ciclismo.”
In effetti, a dire il vero, ho sempre associato Pinocchio ad
altri concetti: il legno, il mestiere di falegname, il mondo del circo, il
riscatto morale, il disagio psicologico di un bambino con un confuso approccio
al mondo animale (gatti, grilli, volpi, balene …), l’apparizione protoerotica
con vaghe sfumature edipiche di una splendida donna vestita di un incerto blu.
Solo il Telegraph poteva strutturare l’assurda equazione :
Pinocchio : Menzogna = Ciclismo : Doping.
Se sostituiamo a Menzogna l’incognita z allora otterremo :
(Pinocchio x Doping)/Ciclismo = Menzogna
E via via possiamo divertirci come ci pare, posto che al netto
di qualsiasi arrampicata sugli specchi il dato è che Pinocchio, Menzogna e
Doping sono in un tale rapporto di contiguità semantica da sfiorare il
sinonimico.
Sinonimici soprattutto
dopo la caduta degli Dei, uno su tutti, l’eroe per antonomasia : Lance Amstrong
(al secolo Il Texano). Lance vince sette Tour De France consecutivi, sconfigge
la morte sotto fetide spoglie di cancro ai testicoli, si riproduce cinque
volte, e soprattutto mette profittevolmente
in opera il più sofisticato programma di doping mai realizzato nella
storia. Uno fra tanti … troppi fino ad ora.
Quale miglior mascotte che Pinocchio dunque? Io avrei scelto
Mangiafuoco. Meno telegenico, ne sono consapevole con quella barbaccia nera
come uno scarabocchio di inchiostro . Ma capace di commuoversi all’occorrenza e
persino di regalare al povero Pinocchio cinque zecchini d’oro e di speranza…